18Lug/13

Emisferi Musicali alla Coop di Borgomanero

Che la musica sia un’arte in grado di coinvolgere le persone e di farle comunicare fra loro è risaputo ovunque. Ma l’esperienza che abbiamo condiviso alla Coop di Borgomanero supera ogni aspettativa, soprattutto per un motivo fondamentale: le persone, improvvisamente, si ricordano che sognare non è superfluo. E’ vitale e necessario.
Immaginatevi la scena: siete nel vostro solito tran tran, confrontando i prezzi dei biscotti e dei detersivi mentre cronometrate il pochissimo tempo che avete a disposizione perché avete la lavatrice che vi aspetta o perché dovete correre al lavoro quando….venite improvvisamente catapultati in un’orchestra. Dentro l’orchestra.
Sono veri gli strumenti, ed è vera la musica. Certo, tecnicamente è semplificata rispetto all’originale, ma è accuratamente riarrangiata – attraverso un lavoro che richiede capacità, esperienza e, soprattutto, molta pazienza – secondo un criterio per noi irrinunciabile, che è quello di conservare in sé la magia che rende unica quell’opera.
C’è però un altro ingrediente segreto: la possibilità per chiunque lo desideri di accedere al linguaggio complesso del discorso musicale, di sentirsi parte della cultura e della comunità, di ritrovarsi ad essere disposti ad un impegno profondo, a fare fatica, a mettere il corpo e la mente al servizio di quello scopo comune che è la riuscita del brano, della suite, della sinfonia. Perché la musica ci ha catturato, ci ha conquistato al punto che non possiamo più fare a meno di lei…e lei non può fare a meno di noi, e riesce a mettere insieme il direttore d’orchestra e la gente comune, il musicista professionista, lo psicologo e l’educatore, perché gli uni hanno bisogno degli altri.
Avevo suonato mille volte quelle melodie, eppure è incredibile, è successo di nuovo. Sarà che non mi aspettavo che davvero i clienti del supermercato avessero accettato con quell’entusiasmo, come se non aspettassero altro…ma appena le mie dita hanno toccato i tasti del piano ho perso la cognizione del tempo per quanto ero commossa. Ho dovuto fare uno sforzo per riprendermi, rinunciare a un pochino di quell’emozione per rimanere ancorata al pianoforte e riuscire a suonare tutto il pezzo.
Questa è la sintonia profonda che, una volta provata, non si può non cercare di nuovo. E’ a questo livello che lavora la musica, donandoci un senso e un riferimento nelle scelte che compiamo, dalle più importanti alle più banali del quotidiano.

Dott.ssa Maria Concetta De Giacomo

Psicologa e Counselor in Psicosomatica Clinica
Diploma in Pianoforte Moderno, Armonia e Arrangiamento
Formazione in Musicoterapia Orchestrale secondo il metodo Esagramma