18Lug/13

Musicoterapia

Avvicinata alla musica da piccola attraverso lo studio del pianoforte tramite lezioni private, ho coltivato questa attività in modo un po’ conflittuale come tutto ciò che viene imposto, soprattutto se da bambini.
Alternando pertanto momenti di passione e soddisfazione ad altri più difficili caratterizzati da sacrifici e demotivazione, ho proseguito il mio percorso complessivamente positivo, per un decennio circa.
In seguito, gli impegni universitari e familiari mi hanno allontanato da questo mondo che ho quasi completamente abbandonato per moltissimo tempo.
La svolta è avvenuta un paio di anni fa: in seguito ad un momento di crisi personale e di cambiamenti di vario genere, mi sono riavvicinata alla musica, ma in modo rinnovato.
Innanzitutto, pur riprendendo a suonare il pianoforte, ho deciso di coltivare lo studio di un nuovo strumento, stavolta scelto da me, l’arpa, e in secondo luogo ho modificato il mio approccio alla musica:
non più uno studio “scolastico”, ma un’apertura e una predisposizione a recepire il suo grande e complesso potere.
Non sa solo regalare bellezze e perfezioni armoniche; ha un’immensa forza comunicativa ed emozionale che le permette di entrare in connessione con i livelli più profondi dell’interiorità di ciascun individuo.
Riesce ad arrivare là dove il linguaggio verbale non può e a smuovere e vincere blocchi emotivi e fisici, portando benefici e miglioramenti .
Su di me, in un momento particolarmente difficile, ha avuto un forte potere terapeutico: alleata e costante compagna mi ha aiutato in un percorso di cambiamento, formazione ed evoluzione. Così mi sono avvicinata alla musicoterapia.
Infatti… Perché limitarsi? Se ha effetti positivi e benefici, perché non veicolarli in favore degli altri? Perché non approfondire e apprendere le tecniche per padroneggiarla affinché sia di aiuto a chi ne ha bisogno?
Ultimamente ho letto, studiato, seguito conferenze, frequentato scuole con approcci diversi, ma con la stessa idea di fondo: la musica può supportare la vita altrui, può lenire sofferenze fisiche e psichiche, migliorare handicap fisico-motori, permettere di entrare in contatto con persone con patologie particolari che non ammettono altri canali di comunicazione….
Per questi motivi continuo ad approfondire il tema: ora in particolare mi sto avvicinando al metodo di Esagramma che apprezzo e sento vicino al mio modo di intendere la musicoterapia perché è concreto, pratico, attivo, efficace, con risultati velocemente tangibili oltreché associato ad un’idea gioiosa e ludica della musica.

Laura Civardi

18Lug/13

Emisferi Musicali alla Coop di Borgomanero

Che la musica sia un’arte in grado di coinvolgere le persone e di farle comunicare fra loro è risaputo ovunque. Ma l’esperienza che abbiamo condiviso alla Coop di Borgomanero supera ogni aspettativa, soprattutto per un motivo fondamentale: le persone, improvvisamente, si ricordano che sognare non è superfluo. E’ vitale e necessario.
Immaginatevi la scena: siete nel vostro solito tran tran, confrontando i prezzi dei biscotti e dei detersivi mentre cronometrate il pochissimo tempo che avete a disposizione perché avete la lavatrice che vi aspetta o perché dovete correre al lavoro quando….venite improvvisamente catapultati in un’orchestra. Dentro l’orchestra.
Sono veri gli strumenti, ed è vera la musica. Certo, tecnicamente è semplificata rispetto all’originale, ma è accuratamente riarrangiata – attraverso un lavoro che richiede capacità, esperienza e, soprattutto, molta pazienza – secondo un criterio per noi irrinunciabile, che è quello di conservare in sé la magia che rende unica quell’opera.
C’è però un altro ingrediente segreto: la possibilità per chiunque lo desideri di accedere al linguaggio complesso del discorso musicale, di sentirsi parte della cultura e della comunità, di ritrovarsi ad essere disposti ad un impegno profondo, a fare fatica, a mettere il corpo e la mente al servizio di quello scopo comune che è la riuscita del brano, della suite, della sinfonia. Perché la musica ci ha catturato, ci ha conquistato al punto che non possiamo più fare a meno di lei…e lei non può fare a meno di noi, e riesce a mettere insieme il direttore d’orchestra e la gente comune, il musicista professionista, lo psicologo e l’educatore, perché gli uni hanno bisogno degli altri.
Avevo suonato mille volte quelle melodie, eppure è incredibile, è successo di nuovo. Sarà che non mi aspettavo che davvero i clienti del supermercato avessero accettato con quell’entusiasmo, come se non aspettassero altro…ma appena le mie dita hanno toccato i tasti del piano ho perso la cognizione del tempo per quanto ero commossa. Ho dovuto fare uno sforzo per riprendermi, rinunciare a un pochino di quell’emozione per rimanere ancorata al pianoforte e riuscire a suonare tutto il pezzo.
Questa è la sintonia profonda che, una volta provata, non si può non cercare di nuovo. E’ a questo livello che lavora la musica, donandoci un senso e un riferimento nelle scelte che compiamo, dalle più importanti alle più banali del quotidiano.

Dott.ssa Maria Concetta De Giacomo

Psicologa e Counselor in Psicosomatica Clinica
Diploma in Pianoforte Moderno, Armonia e Arrangiamento
Formazione in Musicoterapia Orchestrale secondo il metodo Esagramma